30/10/16

Intermezzo Domenicale !!! ..... cos'è " Il Cavallo di FRISIA " ....

Sul quotidiano locale che parla di avvenimenti del passato in merito all'ultima guerra e non ricordo per quale ricorrenza, ho letto di questo "Cavallo di Frisia". In guerra magari non nell'ultima i cavalli, muli e asini venivano usati per il trasporto di armi, vettovaglie, ecc.
Il mio primo pensiero è stato...ma esistono cavalli particolari che provengono da "Frisia" ???? Non mi sono meravigliata più che tanto perchè Frisia è una Regione dei Paesi Bassi - Olanda e quindi poteva anche esistere un qualche cavallo particolare :D :D
Curiosa come sono e, lo sapete bene, sono andata alla ricerca di informazioni ed ho scoperto che.. il cavallo di Frisia non è un animale ma è questo



Un cavallo di Frisia utilizzato durante l'asseedio di Petersburg. 

Il cavallo di Frisia era ed è un ostacolo difensivo ceh ci rimanda all'epoca medievale ed è costituito da un telaio portatile coperto con chiodi o anche delle vere lance. La struttura può essere di semplice legno ed i chiodi possono essere di ferro o di legno.
Il nome "Frisia" deriva dalla regione dei Paesi Bassi ovvero della FRISIA dove verso la fine del XVI secolo furono usati per difendere la citta di Groninga dall'assaldo della cavalleria spagnola.
Come nota curiosa questi ostacoli difensivi, proprio in base al motivo della loro erezione per difendersi dall'attacco spagnolo, furono chiamati in tedesco e nelle lingue scandinave anche  "cavalieri spagnoli".
Come avrete compreso lo scopo era di fermare le cariche appunto di cavalleria; poi in seguito nel passare degli anni con altre guerre scoprirono che erano validi anche contro la fanteria. Forse ricorderete di avere visto su qualche foto d'epoca di guerra del passato in particolare dela Prima mondiale dei reticolati acuminati sostenuti da pali di legno. Questi erano i precursori del dopo nato "cavallo di Frisia" anche se sembra che un qualcosa di simile come aspetto  fosse già in uso presso i romani ed erano chiamati "triboli" . Questi altro non erano che dei chiodi a quattro punte chiamate anche "piede di corvo" e,  furono ritrovati anche numerosi pali acuminati chiamati "valli" che danno appunto a pensare di un legamento loro come avviene per questo di Frisia.
A voi l'immagine dei triboli dal Wiki




Nella seconda guerra mondiale il cavallo di Frisia fu molto utilizzato ed il più noto della nuova versione  è quello inglese e tedesco noto anche come "porcospino o riccio ceco" perchè venne utilizzato alla vigilia dela guerra dalla Cecoslovacchia al confine con la Germasia di allora come funzione anticarro.
In  ultimo, a Genova nel luglio del 1960 fu utilizzato anche in Italia dalle forze dell'ordine per contenere una grossa e nota manifestazione.

Moderni cavalli di Frisia tedeschi a difesa della spiaggia di Calais (FR). 


Spero che vi possa interessare. Non è il solito post sui luoghi artistici della nostra Italia, ma anche questo "cavallo" ne fa parte.
Vi auguro buona domenica e ricordatevi dell'ora solare se l'avete scordato (come è capito a me tanti anni fa :D :D ) .



NOTE Affluenti

Tutte le informazioni sono state tratte da WIKI. Il cavallo di Frisia QUI , mentre invece i Triboli o piede di corvo QUI, i pali accuminati Valli QUI,.

I chiodi o triboli venivano usati anche in India sempre per contrastare le cariche di cavalleria, dai Romani quale equipaggiamento nelle legioni e anche, "dai pirati" negli abbordaggi alle altre navi lanciavano questi chiodi legati ad una fune per poter salire a bordo della nave avversaria. Penso che tutti avranno visto film sui pirati i cui ultimi erano quelli interpretati da John Depp.





28/10/16

"Elenco di Meze" o "Mezze" selezione di antipasti dal Mediterraneo....

La meze o mezze sono una selezione di antipasti nella maggior parte di consistenza cremosa e vengono serviti nella cucina levantina, greca e turca all'inizio dei pasti praticamente "antipasti" prima delle portate principali.
Il termine "meze" deriva dal greco mezés ed a sua volta dalla parola turca appunto "meze" che a sua volta è importato dall'omofono persiano  (مزه) e significa gusto, sapore, condimento ed esiste nella terminologia culinaria dei territori che appartenevano all'Impero Ottomano.

La parola "meze" si trasforma in  muqabbilat, parola araba che indica che gli antipasti non sono accompagnati con alcoolici.

L'elenco di questi antipasti e molto lungo ed io vi riporto alcune immagini....



Un piatto di meze della Giordania. 
il "meze" in Giordania

Un piatto di kısır turco, decorato con olive verdi e cetriolo. 
piatto di "kisir" turco


Una insalata e alcuni piatti di meze dalla Turchia: Lenticchia verdi (freddo), insalata de melanzane e "haydari". 
Una insalata e alcuni piatti di meze turchi come lenticchia verdi (freddo), insalata di melanzane e "haydari"



Tutte le informazioni le ho tratte da Wiki che trovate QUI  dove troverete anche un elenco piatti "meze" come Borek, Cacik, Dolma, Kisir, ecc. è di come viene composto il piatto oltre a rimandarvi con i link anche al significato della parola. e non solo ma troverete anche l'indicazione delle ricette.
Poi naturalmente il web è grande e se un ingrediente/piatto vi interessa in modo particolare non avete da fare altro che digitarlo e con "san Google" troverete di tutto e di più.


Ad esempio questa immagine tratta da Wiki sul "Dolma" e sotto avete il link

 Dolma dell'Azerbaigian


Personalmente ho intenzione di andare a curiosare su alcuni piatti che mi sono sconosciuti non avendoli mai provati e man mano che li provo vi darò la mia versione in quanto purtroppo non sempre si reperiscono tutti gli ingredienti come pure alcuni possono non piacere (se li conosciamo già) o anche essere intolleranti.

In quest'ultimo periodo mi sono sentita molto "foodblogger" non avevo mai messo tante ricette consecutive, altre arriveranno ma devo raccogliere appunti e foto ma in fondo dovreste essere abituate e chi mi segue da tempo sa che sono multitematica data la mia curiosità altrimenti mi annoio :D :D :D e, di blog solo ricettarie super brave ce ne sono tanti e quindi bisogna distinguersi con solo ricette mediamente interessanti sareste già stufi di leggermi.

Buon Venerdi, buona fine settimana e ci sentiamo come al solito con l'Intermezzo Domenicale.

Ciaoooooo

PS.

Siamo in periodo di Halloween e quindi vi lascio con questa scritta dell'amica di Verona che ha fatto l'immagine di grafica nella header del mio blog e se ci fate clic andate al suo sito ha dei lavori stupendi con molti widget e non solo a libera disposizione.


 


25/10/16

Melanzane viola al forno con un insolito ripieno

Le melanzane non sono priprio tanto di mio gusto salvo impanate e fritte oppure sotto forma di gnocchi. La parmigiana di melanzane la faccio qualche volta porzionata per mio marito...zzo che adora questo piatto e le melanzane in genere. Non mi dispiacciono ancora fatte "al funghetto" ovvero tagliate a quadrucci assieme allo scalogno (stesso peso della melanzane) con aromi misti come maggiorana, timo e basilico però senza pomodoro.
Tempo fa avevo preso nota di questa ricetta di melanzane che mi ha attratta per l'insolito ripieno proposto. Mi sembra di ricordare che era presente su un numero di Alice. Non avendo posto dopoaver letto la rivista  e preso nota della ricetta che m'interessa, la  regalo ad un amica ed è per questo che non prendo le pagine : ecco il motivo perchè poi non ricordo alle volte nemmeno la rivista... se mi dimentico di prendere nota  :( 
Passiamo alla ricetta.

Ingredienti per 2 persone
1 grande melanzana viola (tenete presente che la dovete tagliare a metà in senso orrizontale)
250 g di alici fresche o se preferite delle sarde piccole
150 g di fagioli borlotti già lessati (ho usato quelli in scatola)
erba cipollina fresca (una decini di fili)
1 lime
1 ciuffo di prezzemolo (userete solo le foglie non i gambi)
panegrattato q.b.
olio evo - sale - pepe



Preparazione

Prima di tutto pulite il pesce e le disiliscate. Al caso potete farvi fare dal pescivendolo di fiducia.
Lavatele, lasciatele scolare e poi le tagliatele a pezzetti.*) e mettete in frigo.
Dopo aver scolato i fagioli e sciacquato l'erba cipollina ed il prezzemolo, tritate grossolanamente i fagioli e molto finemente gli aromi.
Raccogliete in una ciotola il pesce tagliato, i fagioli ed il trito delle erbe ed aggiungete 2 cucchiai di pane grattato e condite con 2 cucchiai di olio evo. sale e mescolate bene ma delicatamente.

Lavate la melanzana e dopo aver tagliato possibilmente diritto perchè poi dovranno appoggiarsi nella teglia, le tagliate esattamente a metà in senso orrizontale. Togliete con un  pelapatate a strisce alternate la buccia e con un coltellino facendo attenzione a non forare la melanzana scavate all'interno la polpa in modo che le pareti rimangano sottili ma non troppo.
Ungete bene con l'olio la parte scavata, mettete del sale e farcite con il preparato di alici e fagioli.
Finite con una grattata della buccia del lime e del pane grattato.
Foderate una teglia con carta da forno, irrorate con abbondante olio miscelato ad un pò d'acqua ed infornate. Se avete forno statico a 180° per circa 1 ora. **)
Verificate dopo metà cottura se al caso dovrete aggiunger ancora un pò d'acqua e olio dipende dal forno che usate.

Nel frattempo spremete il lime aggiungete 2 cucchiaio di olio ed un pò d'acqua e sbattete per ottenere un'emulsione.
Dopo il tempo di cottura verificate se la melanzana esternamente e cotta perchè la farcitura lo sarà senz'altro al caso proseguite ancora la cottura per altri 10 minuti (regolatevi voi) verando un pò d'acqua nella teglia che per effetto vapore cuocera più velocemente la melanzana. ***)

Sfornate, impiattate e spennellate le pareti della melanzana con l'emulsione e versatene anche un pò sulla farcitura e servite ben caldo.



E' stata molto apprezzata e vi assicuro che il sapore del pesce non emerge è un insieme di sapori che ne crea uno nuovo molto gustoso.

Buon appetito.


NOTA Affluente

*) 
Le alici o le sarde sceglietele grandine in modo che riusciate a tagliare dei pezzetti non troppo piccoli. Vi consiglio di tagliare con le forbici anzichè il coltello a meno che non ne avete uno molto tagliente che tranci di netto.

**)
Il mio è un  forno ventilato e asciuga un pò e quindi ho dovuto coprire per i primi dieci minuti con carta alluminio o da forno e poi a scoperto bagnando ancora con un pò d'acqua per creare l'effetto vapore

***) 
Ho fatto queste melanzane due volte. La prima volta la melanzana era ancora duretta e quindi ho dovuto continare la cottura in padella con un pò d'acqua e coperto. Non potevo rimetterla in forno perchè la farcitura era cotta e si sarebbe scurita troppo.  Quindi vi consiglio quanto segue :

- se riuscite a scavare e rendere le pareti molto sottili il tempo di cottura sarà sufficiente altrimenti se vi sembrano ancora troppo spesse ed avete paura di bucare, fate una piccola pre-cottura vuote nel forno caldo per una decina di minuti nella stessa teglia che userete poi per renderle morbide e senza muoverle le farcite e continuate la cottura. Nel forno mio ventilato ho dovuto bagnarle due volte con gocce di acqua perchè si asciugavano troppo.





23/10/16

Intermezzo domenicale !!! ... la "GROTTA NERA" località Basovizza (altopiano carsico) Trieste

Dopo la più che nota e riconsciuta come una delle meraviglie nel mondo.. e parliamo della famosa "Grotta Gigante" di Trieste di cui vi ho ampiamente parlato e documentato con video QUI, questa volta voglio parlarvi di un altra grotta, anche se meno internazionalmente nota, ma non per questo meno importante. Parliamo della "Grotta Nera" sita a Basovizza sul Carso Triestino frazione di  Trieste ed è presente in una piccola "dolina" .... E' interessante il significato e cosa è veramente una dolina, presente sul carso o comunque in luoghi calcarei e a questo LINK troverete tutte le informazioni in merito a mio avviso molto interessanti.
La grotta è sita nella particella del Bosco Bazzoni ed è identificato dal nr. 43 nel catasto grotte della Venezia Giulia.  
 Il nome deriva perchè era stata usata per la bonifica di residuati bellici le cui esplosione hanno annerito le pareti della grotta stessa.

La grotta è importante non solo come cavità naturale ma perchè è diventata un aula didattica ipogea quale  "Centro Didattico Eliseo Osualdini" e vi sono stati ricostruiti quattro siti preistorici dal paleolitico al neolitico che illustrano l'ambiente originario e la vita dell'uomo preistorico vissuto sull'altopiano Carsico Triestino,
La grotta ha uno sviluppo modesto iniziale ma non per questo meno interessante e,  dopo un basso ingresso al portale,  si entra in un primo vano che è stato attrezzato proprio a questi fini ditattici. Il secondo vano si apre più avanti ed è molto ampio ed il suo maggior sviluppo è in senso verticale.
Si può visitarla ogni prima domenica del mese, dura circa un ora, dalle 10 alle 15 del pomeriggio.

Qui di seguito alcune immagini tratte dal sito ufficiale "gssg.it" dove trovate itinerari e altre immagini ecc.



 Grotta delle margherite

Questo è uno stralcio preso dal quotidiano "Il Piccolo " di Trieste.


Mi auguro che troviate questa meraviglia naturale che fa, per quanto piccola, parte delle meraviglie della nostra Italia che sono conosciute purtroppo agli addetti ovvero i speleologi oppure alle persone che pur non rientrando in questa categoria sono curiosi di vedere e visitare grotte che in Italia non sono poche.

Vi auguro buona domenica.

21/10/16

Semifreddo di kiwi e cioccolato bianco

Voi sapete che io i dolci li faccio soltanto se ho la famiglia o ospiti, personalmente non li potrei gustare ed a marito...zzo il dolce non piace per niente al massimo un gelato.
Era una di quelle settimane che lui ancora arrancava con il gesso per il tendine di Achille ed al suo amico arrivato da Venezia per sostegno ...morale :D :D  i dolci piacciono moltissimo.
La ricetta è di luglio e non so quando la condividerò ma credo che un semifreddo possa chiudere una cena anche nei mesi non caldi.
Questo che io chiamo "semifreddo" nasce come una mousse che ho trovato sulla rivista dei supermercati PAM e lo danno gratuito bimestralmente. La ricetta riporta l'informazione che sembra sia tratta da un'indicazione dei Maitre Chocolatiers Lindt. L'ho modificata leggermente aggiungendo le a lamelle e meno zucchero non bianco ma di canna.
Passiamo alla ricetta...

Ingredienti per 4 persone (l'amico ne ha mangiati 2 :D )

5 kiwi grandi non troppo maturri
100 g di cioccolato bianco (1 tavoletta)
350 ml di panna fresca o fiordilatte
20 g di zucchero io quello di canna
10 g di mandorle a lamelle

Chiedo scusa per la foto, l'ho presa dalla rivista PAM  sotto la ricetta,  perchè i miei commensali  non mi hanno dato il tempo di fotografare :( :(  . Per combinazione i bicchieri sono identici ai miei salvo i cucchiaini in plastica nera. Non volevo lasciarvi senza un immagine. Chi freguenta la PAM a quale rivista loro mi riferisco.



Procedimento
Pelare 4 kiwi e tagliarli a pezzi e metterli in una casseruola con lo zucchero, 3 cucchiai di acqua e cuocere il tutto per 10-15 minuti mescolando a fuoco basso devono diventare teneri,
Nel frattempo in un pentolino scaldate 50 ml di panna fresca ed appena caldo toglietelo dal fuoco e spezzettate la cioccolata mescolando bene in modo che con il calore si sciolga. Se vi sembra che non riesca molto bene rimettere un minuto sul fuoco.

Togliete i kiwi e cercate di schiacciarli con la forchetta se non vi sembra si siano disfati bene devo essere a pezzetti piccolissimi ma non una purea.
Montate la rimanente panna fresca 300 ml ed unite poi delicatamente il cioccolato fuso che saràa ancora tiepido altrimenti si risolidifica ed aggiungete i kiwi.

Riempite 4 bicchieri sul tipo dell'immagine o anche molto panciuti dividendo il composo che lasciate prima raffreddare e poi mettete in frigo per almeno 3-4 ore nella parte più fredda.

Dieci minuti prima di servire metteteli nel congelatore in modo che diventino più freddi ma non ghiacciati.
Pelate il 5 kiwi e tagliatelo a fettine, tostate velocemente le mandorle in una padella senza grassi.
Tolto il semifreddo, lo decorate con le fettine di kiwi,  aggiungete la panna montata ed un le mandorle tostate. Quando prendere con il cucchiaio l'insieme il croccante con il resto sarà molto piacevole al palato.

E' stato gradito moltissimo tanto che non sono riuscita a fotografare avevano già affondato abbondantemente il cucchiaio :D :D ed il 4 bicchiere è stato finito alle ....mie spalle :D :D 

Buona giornata.


NOTA Affluente
Potete utilizzare anche frutta diversa purchè non rilasci troppo liquidi. Le fragole, lamponi e/o mirtilli o tutti assieme sono perfetti.
Le mandorle le potete anche salare leggermente ed il contrasto con la panna ed il fresco kiwi leggermente dolce risulta gradevole al sapore creandone uno nuovo: da provare.

PS. 
Siamo ormai in autunno inoltrato e purtroppo prima non ci sono riuscita non trovavo gli appunti ma penso che un dessert fresco considerando che i kiwi sono presenti sempr sia comunque fattibile. :D :D 
Volevo postare oggi venerdi il proseguimento del Glossario di Cucina... dall'A alla Zeta ma non ci sono riuscita a causa del tempo ed anche a improvvisi black out luce dovuti a lavori nella casa.
Spero che mi perdonerete.
Buon Venerdi e buona fine settimana.

18/10/16

Gnocchi di melanzane con datterini quasi confit e stracciatella

Gli gnocchi purchè non siano troppo molli - non amo tanto quelli di patate - ne mangerei tantissimi e questi fatti con le melanzane, un sughetto di datterini quasi confit e la stracciatella per me erano sublimi. L'unica cosa non sublime come al solito era la mia foto.
Lo dico sempre, perdonatemi, ma non sono una accanita fotografa sopra tutto di food e la foto che faccio ha il solo scopo di rendere almeno in modo semplice sperando anche chiaro i miei piatti..... semprechè il contenuto non sia azzannato ...alle mie spalle :D :D 
Come potrete immaginare a tavola il nostro solito ospite che mi viene da pensare che faccia apposta a venire così spesso visto che è un solitario e vive solo :D :D ma nella splendida cornice di Venezia.
Purtroppo Venezia è bellissima per i turisti, per quelli che voglio vederla bene magari anche le sue isole e si fermano anche una settimana. Ma viverci è pesante. Alla sera spariti i turisti, chiuse tutte le attività incluse la ristorazione è solo umida e scura, le calli non sono molto illuminate. Aver bisogno di approvvigionamenti, acquistare una lavatrice o frigo, eliminare le immondizie, ecc. tutto a piedi molto distinate da dove magari vivi e tutto costa qualsiasi cosa il doppio. Perchè vi chiederete... ma perchè tutto va fatto o a piedi o con le barche e quindi diventa tutto molto costoso.
No non è facile vivere a Venezia e infatti pochi sono quelli che vi vivono e tutti di una certa età il resto lo trovate a Mestre. Infatti molti generi di qualsiasi campo è a Mestre che bisogna andare ormai Venezia è solo turistica dal mattino alla sera poi si addormenta per tutti e per tutto.
Ma passiamo alla ricetta il cui spunto mi è stato dato dalla rivista Alice.

Ingredienti per 4 persone

3 melanzane medie o 2 grosse
350 g di stracciatella o squaquarello
4 uova
150 g di ricotta
50 parmigiano
1 ciuffo di basilico 
1 apicchio aglio
500 g di pomodori datterini
farina q.b.
olio evo - sale - pepe




Preparazione
Tagliare le due estremità delle melanzane, togliete la buccia e tagliarle a fette grosse leggermente incise o a quadrucci a secondo del metodo di cottura che potete scegliere secondo la mia esperienza e per fare in modo che le stesse siano il più possibile asciutte. 

1 - in forno con un pizzico di sale per circa 35 minuti a 150°
2 - in microonde nella funzione normale in un contenitore adatto per circa 15 minuti alla potenza di     750 watt tagliati a quadrucci con mezzo bicchiere di acqua
3 - sempre microonde alla funzione vapore in un contenitore adatto

Io ho scelto la funzione 2 ed essendo le  mie due melanzane grosse mi sono serviti circa 30 minuti.
Scolarle e lasciarle intiepidire e poi strizzarle un pò. Mettetele in un mixer assieme alle uova, la ricotta, il parmigiano e qualche foglia di basilico e frullate. Infarinate la spianatoia e versate il composto ed incorporatela aggiungendo poco alla volta altra farina fino a il composto diventa compatto ed omogeno pronto per formare i cordoncini e poi i gnocchetti.
Tagliate i datterini a metà e con la buccia in basso metteteli separati in una capiente padella con un pò d'olio, l'aglio, un pò di sale ed un velo di zucchero e lasciate cuocere piano piano coperto. Quando appasiti schiacciateli un pò con la forchetta e spegnete il fuoco.

Preparate gli gnocchi tagliandoli non troppo piccoli e versateli nell'acqua bollente leggermente salata che avrete preparato, accendete il fuoco tenendolo basso sotto la padella con i pomodori e non appena a galla li prendete con la schiumarola e li versate nella padella facendoli saltare.

Impiattate e completate con una cucchiatata di stracciatella o squaquarello, un pò basilico tritato e servite.
Buon appetito.


NOTA Affluente
I datterini potete anche cuocerli a fuoco scoperto che asciugandosi diventano croccanti invece di ammorbidirli e schiacciarli. In questo caso vi servirà un po più di condimenti magari olio misto a qualche fiocchetto di burro.
La stracciatella è perfetta ma secondo me meglio ancora lo squaquarello se lo trovate o potete anche usare metà e metà. 

16/10/16

Intermezzo Domenicale !!! ...chi sono le "Le MASCHE o MASCA" ...nel folclore italiano...

Siamo nel periodo di "Halloween" quindi streghe, stregoni, ecc. sono diventati ormai una consuetudine anche da noi anche se la festa non è importata dall'America ma è stata esportata dall'Europa con le migrazioni verso il nuovo continente e ritrovate ora di nuovo da dove sono partite.
Molto non lo sanno e ritengono che sia una festa importata.
Avevo scritto in merito sia nel 2010 che in anni successivi e non esseno cambiato nulla vi metto qui il link per chi volesse curiosare Halloween. 
Certo, questa mia curiosità in fondo non ha nulla a che vedere con Halloween ma è stata solo l'occasione di scoprire qualcosa di particolare della nostra Italia ed in fondo di folclore ne abbiamo tanto tutto ancora da scoprire e... chissà cosa potrò ancora trovare :D :D io cerco.

Qui invece parliamo della "Masca o Masche" che sono le streghe del folclore piemontese.
Il termine diffuso nel Roero, Langhe, Astesana, Biellese e Canavese ma anche nell'Alessandrino. Trae origine dal longobardo "masca" e come testo scritto appare nel 643 d.C. nell'Editto di Rotari col significato di "strega" che recita :<<Si quis eam strigam, quod est Masca, clamaverit>> come dall'antico provenzale "mascar" vale a dire "borbottare"..incantesimi.
Le masche figura in rilievo nella credenza popolare piemontese apparentemente normali sono invece dotate di facoltà sovrannaturali che si tramandavano da madre in figlia o per lascito volontario ad una donna giovane.
Era ritenuto secondo la tradizione con poteri che comprendevano l'immortalità ma non l'eterna giovinezzae quindi soggette a malattie ed all'invecchiamento. Infatti quando decidevano di avere abbastanza della loro vita per morire dovevano trasferire i propri poteri ad altre creature viventi. Avevano anche il potere della bilocazione e la trasformazione in animali, vegetali o oggetti.
Potevano far uscire l'anima dal corpo e volare immaterialmente nello spazio ma non fisicamente poichè durante il magico volo il corpo restava incustodito ed inanimato.
L'attività delle masche........ "a questo punto ritengo che è meglio leggere a questo link di WIKI  dalla quale ho tratto le informazioni.

Ci sono anche altri siti molto interessanti che vi propongo di leggere e vi passo i link qui di seguito:






Le immagini sono tratte dal web con Google ed ho messo anche la copertina di due libri che forse a qualcuno potrebbe interessare di trovare per leggere. La prima dovrebbe essere tratta da una stampa antica mentre l'ultima mi piaceva cosi colorata.

Un post strano forse a qualcuno non piacerà ma è sempre parte della nostra storia.

Buona domenica a tutti un abbraccio.




14/10/16

Insalata di polpo e patate

Sempre durante il periodo di luglio visita del nostro amico da Venezia in supporto a marito..zzo con la gamba in gesso, mi sono dedicata alla cucina e rigorosamente senza usare il forno al massimo i fuochi a gas o presentare piatti semi o freddi.
Questa insalata è un piatto molto presente nella cucina triestina e lo si trova anche nei ristoranti di pesce quelle che hanno una cucina casalinga ... nessun locale di "chef".
Ho usato naturalmente il polpo surgelato ed in questo caso quello già precotto e tagliato a pezzetti pronto per essere aggiunto ai restanti ingredienti.
E' un piatto sostanzioso ma, qui a Trieste viene presentato come un antipasto e le porzioni sono più piccole oppure a richiesta porzioni grandi ed allora è un primo come anche un un secondo.

Ingredienti per 2 persone
250 g di polpo congelato precotto già tagliato a pezzi (leggere le NOTE)
4-5 patata medie novelle
2 uova sode
1 cucchiaio di prezzemolo
1 spicchio aglio
1 cipollotto fresco
2 cipolline fresche medie
olio e aceto e sale e pepe



Procedimento
Cuocere il polpo anche se precotto secondo le indicazioni sulla confezione, la mia diceva di immergere ancora congelato in acqua bollente e spegnere lasciandolo nella pentola fino a che l'acqua sarebbe diventata quasi fredda. Scolare, condire ancora tiepido con olio, sale e pepe e mescolare bene.
Nel frattempo che si insaporisce cuocere le patate diciamo quasi al dente..., lasciarle un pò raffreddare per pelarle e tagliarle a pezzi. Potete cuocere le patate a crudo senza la buccia e/o anche tagliate a pezzi diminuendo i tempi di cottura.

Una volta tiepide conditele con olio, sale, pepe e aceto o limone secondo la preferenza e lasciatele raffreddare completamente.
Preparate le uova sode 1-2 a commensale.
Pelate l'aglio e tritatelo bene e affettate sottile il cipolotto e aggiungeteli alle patate assieme al polpo, mescolare bene, testare se mancante di sale ecc. e metterlo in frigo.

Quando impiattato, aggiungete l'uovo tagliato a spicchi o affettato, un velo ancora di olio evo e se vi piace una spruzzata di aceto o limone.
Un pò di prezzemolo tritato fresco non deve mai mancare.



Il piatto di marito...zzo con l'uovo a spicchi ed il mio con l'uovo affettato


Un piatto semplice gustoso e veloce da fare se usate il polpo pronto.
Buon appetito.

NOTE Affluenti

Cottura del polpo 
Se trovate il polpo fresco pescato fatevelo ammorbire dal pescatore perchè bisogna batterlo energicamente per parecchio tempo per renderlo morbido prima di cuocerlo altrimenti è immangiabile.
La cottura puio essere fatta in pentola oppure anche nella pentola a pressio (PaP) nel seguente modo:
- in pentola, quando l'acqua bolle aggiungete il polpo e lasciatelo cuocere a secondo della grandezza per un minimo di 40 minuti. Provate con la forchetta e se vi sembra tenere spegnete e lasciatelo nell'acqua fino a che questa si sia raffreddata poi procedete al taglio e levare le ventose più grosse.

Attenzione: non immergetelo tutto il polpo in una vola ma prima i tentacoli che si arricceranno e poi il polpo intero.

- in pentola a pressione  mettete il polpo e copritelo d'acqua ma non completamente. Potete inserire degli odori come aglio, cipolla a pezzi NON sale e cuocete dal momento del fischio per 20 minuti circa dipende dalla grandezza. Preferibilmente è meglio prepararlo il giorno prima perchè bisogna lasciarlo nella pentola a pressione fino a quando sarà completamente raffreddata in questo modo il polpo diventa veramente morbido. Poi solita procedura.

CONSIGLIO: Anche se acquistate il polpo fresco è meglio che lo mettiate nel freezer e poi lo cucinate ancora congelato in questo modo sarà più morbido.

Polpo scongelato o precotto
Se acquistate il polpo ancora congelato, io vi consiglio di non scongelarlo ma di cuocerlo ancora congelato in questo modo rimane più morbido.
Se lo acquistate congelato e precotto lo potete usare subito basta immergerlo per 5 minuti in acqua bollente oppure  scongelato nel suo sacchetto in una ciotola d'acqua.
E' sconsigliato scongerlarlo a temperatura ambiente anche se molti lo consigliano perchè il tempo di scongelamento non è uguale e contemporaneao di tutte le parti e quelle già scongelate possono far prolificare quanto accade in un processo di marcitura.

11/10/16

Tortino rustico al forno di patate ed alici

Un altra ricetta preso spunto da Sale &Pepe mi sembra di luglio e dovrebbe essere se ricordo bene della zona tra Anzio e Lavinio. L'ho un pò rivisitata perchè prevedeva lo sgombro che a casa mia non piace a nessuno salvo che alla sottoscritta :) :) ed anche di come svolgere il tema "patate" credo un modo del tutto mio personale che troverete nella NOTA Affluente. Penso di avere applicato alle patate il sistema per mantenere il colore verde delle verdure sbiancate (spinaci,asparagi,piselli, ecc.)


Ingredienti per 4 - 5 persone

300 g di patate nuove dalla buccia sottile
500 g di alici alias acciughe freschhe
100 g formaggio tipo primo sale o comunque fresco non stagionato
100 g di pecorino grattugiato + 50 g formaggio grana grattugiato
100 g di pomodorini datterini o ciliegino
pane grattugiato q.b.
olio evo
basilico



Procedimento

Prima di tutto pulite le alice, disiliscatele e fatele scolare dell'acqua e magari poi mettele in frigo.
Preparate anche una ciotolina con olio evo alla quale avrete aggiunto il basilico tritato per aromatizzarlo e ponetelo anche in frigo. 
Tagliate o pomodorini a metà. 
Tagliate il formaggio a dadini.
Lavate le patate magari se hanno buccia fine la potete lasciare o le pelate con il pelapatate.
Preparate due ciotole campienti piene d'acqua :  una con acqua freddissima magari da frigo e l'altra con acqua normale di spina.
Affettate le patate sottili con la mandolina o altro attrezzo a vostre mani e mettetele subito nella ciotola d'acqua normale affinchè non si anneriscono. Preparate una capiente pentola piena d'acqua sul fuoco e quando inizierà a bollire mettete le patate poche alla volta nell'acqua e le lasciate per 2-3 minuti dipende se avete usato patate grandi o piccole.
Poi le scolate e le mettete subito nella ciotola di acqua freddissima (al caso mettete dei cubetti di ghiaccio) per fermare la cottura.
Approntate un piatto grande con della carta per fritti da cucina e stendete le fettine separate in modo che si asciughino come vedete dalla mie due immagini sottostanti.
Proseguite cosi fino alla fine del quantitativo di patate.



Usate la leccarda coperta da carta forno oppure una teglia alluminio tipo Cuki anche foderata e vi accingete a formare il tortino rustico.
Iniziate con le patate che stenderete una vicino all'altra. Coprite con i pomodorini tagliati sottili e poi le alici con il dorso giu per il primo strato. Aggiungete il formaggio tagliato a dadini, corspargete di formaggio grattugiato con un filo d'olio ed un pò di sale.
Continuate con le patate, pomodorini e le alici questa volta con il dorso su e continuate con il formaggio ecc.
Completate, sarà il quarto strato con le patate coperte del formaggio misto al pane grattuggiato, un filino di olio e sale.
Scaldate il forno a 160° per i primi 30 minuti e la teglia coperta con un foglio di alluminio e poi aumentate a 180° per altri 15 minuti a teglia scoperta.
Lasciate riposare per almeno 10-15 minuti prima di servire.
Attenzione: ho il forno ventilato e se il vostro non è cosi la temperatura va alzata ed il tempo necessario per la cottura delle patate sarà di 10 minuti più lungo.
 


Impiattate tagliando a fetta larga e spargete sulla superficie un pò di olio aromatizzato con il basilico e servite.

Buon appetito.

NOTA Affluente

Affettare sottili le patate e passarle nell'acqua bollente per 3 minuti e poi nell'acqua ghiacciata per fermare la cotture, è un sistema che in particolare uso sempre specialmente con le patate per togliere l'amido che con la sola immersione in acqua normale non sempre è sufficiente. In questo modo assorbono meno grassi in qualsiasi modo poi le utilizziate...ovviamente se devono essere tagliare a fette,  se intere meglio lasciarle in acqua almeno per un ora.

Questo sistema si usa anche per le verdure per mantenere il colore come zucchine e/o altra verdura che vi serve come base per fare delle creme come spinaci, piselli, ecc.

Se vi avanzano delle fettine di patate friggetele per fare dei chips salati e vedrete che non assorbiranno quasi per niente grasso ovviamente le salate quando pronte.
  • PS.
  • Il quatitativo indicato degli ingredienti è in base alla grandezza della mia teglia ed all'abbondanza di formaggio ecc. che io uso forse anche troppo. Ad ogni modo regolatevi voi in base al vostro gusto sia per la quantità che per il tipo di formaggio. Abbondate però sempre con i pomodorini.


09/10/16

Sacro Bosco o Parco dei Mostri o Villa delle Meraviglie - Bomarzo (Viterbo)

Riprendo come intermezzo il filone delle meraviglie artistiche italiane e nel mondo. Questo filone mi era stato suggerito da parecchie amiche perchè ci sono luoghi che non conosciamo e magari anche vicini a noi e/o che pur conoscedoli non ci siamo ancora stati. Prendiamo comodo il quando perchè pensiamo sempre tanto ...lo abbiamo in casa e possiamo vederlo quando vogliamo... e poi può succedere come a me che la famosa  Grotta Gigante di Trieste  (ve ne avevo riparlato quest'anno) anche volendo non la potrei visitare. Troppi troppi scalini da fare per le mie ginocchia oltre... 500 :( :(  
Molte sono le meaviglie che mi sono segnata e questa è una di quelle e mi vergogno a dire che non sapevo della sua esistenza.

Il Parco dei Mostri chiamato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie si trova a Bomarzo provincia di Viterbo (e pensare che qui ci sono stata parecchie volte :( ). E' un complesso monumentale italiano ma è anche un parco naturale ornato da numerose sculture ch risalgono al XVI secolo e ritraggono animali e persone che appartengono alla mitologia come divinità ma anche mostri.
Questa grande impresa fu commissionata dal Principe Pier Francesco Orsini detto Vicino Orsini all'architetto e antiquario Pirro Ligorio che lo progettò e sovraintese alla realizzazione nel 1547. Elevò a sistema il genere nel grotesque le figure mitolologiche ivi rappresentate e non solo. Erroneamente alcuni studiosi fecero risalire la regia a Michelangelo Buonarotti mentre altri prendendo come esempio il Tempio pensavano a Jacopo Barozzi da Vignola.
Probailmente invece le sculture furono affidate a Simone Moschino e l'Orsini chiamò il parco Sacro Bosco dedicandolo alla moglie Giulia Farnese che nulla a che fare con l'omonima che era la concubina del papa Alessandro VI.
Ci sono anche archettature impossibili come la casa inclinata e altre statue enigmatiche che forse interpretano una matrice alchemica e Salvador Dalì ha definito il Parco dei Mostri come un invenzione storica unica.
Ci sono delle iscrizioni, forse intenzionalmente fatte dal principe, che confondono e stupiscono il visitare come ad esempio questa:
<< Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi >>
Ci sono tantissime altre ma sono convinta che è meglio che le leggiate direttamente in quanto diventano più comprensibili nel contesto di presentazione di WIKI  da cui ho anche tratto tutte le informazioni qui scritte. 

Alcune foto del Parco prese dalla stessa pagina suindicata di Wiki che rappresentano una minimissima parte di tutte le statue di mostri, mitologiche, ecc, presenti in questo parco e che potrete vedere sulla stessa pagina di Wiki o andare al sito ufficiale indicato alla fine delle immagini.

 La casa pendente

 Un mostro.... l' ORCO

 Il Tempio


 Mitologia.. Ercole e Caco 
(Ercole appartiene alla mitologia romana, Caco alla regione dove nacque Roma)


Esiste anche un sito ufficiale chiamato Sacro Bosco  di Bomarzo (Viterbo) dove troverete la galleria di tutte le statue presenti nel parco, basta cliccare sulla lingua italiana o inglese per entrare ed avere tutto a disposizione. Merita un occhiata veramente bellissimo e le immagini sono quasi a grandezza naturale con la storia, ecc.,  probabilmente ancora più chiara di quella da Wiki. Se poi cliccate sul "LINK" presente sul sito nella tendina che trovere avrete a disposizione anche 5 video che sono molto molto belli.
Non lasciatevi scappare questa super bella visione.

Vi auguro una splendida domenica.









07/10/16

Crepes salate ripiene spinaci, ricotta in salsa di formaggio e " Frittantensuppe " - Austria in casa

Io credo che fare le crepes sia veramente una cosa banale, ormai chi non le fa o non le sa fare.
L'unica cosa su cui punto e ritengo che deve essere messa la massima attenzione è la questione "UOVA" perchè molti ne mettono troppa e si confonde con le famose  "omelette francesi" che vanno cotte da una sola parte e poi ripiegate con il ripieno formaggio altro oppure la versione "omelette confeture" che sono dolci  ma su entrambe versioni le uova regnano sovrane ovviamente diverse ancora dalla famose "crepes".
Le crepes si possono benissimo fare senza uova o solo con l'albume montato per renderle più soffici e la pastella deve essere fluida non liquida altrimenti distenderla nella padella diventa una cosa difficile. Inoltre, devono essere sottili a meno che non le facciate più consistenti perchè dopo averle riempite le volete passare ancora in forno.
Le faccio talmente da tanto tempo che ormai non peso assolutamente nulla ma ho un piccolo segreto se tale si può chiamare.... :)

** nella ciotola mettò prima la quantità di latte perchè se iniziassi con la farina se ne metto troppa succede che la pastella aumenta per dare la giusta densità e praticamente rischierei di cuocerle tutto il giorno :) :) . Per due e diciamo circa 10 crepes metto 200 ml di latte  il minimo se voglio  metterci 1 uovo e poi di farina ne aggiungo poco alla volta fino a raggiungere la densita desiderata. Un goccio di olio non uso il burro fuso, presina di sale e poi lascio riposare per 1 oretta in frigo. Se la pastella risultasse un pò troppo densa aggiungo un goccio di latte freddo **


Ingredienti
300 g di spinaci al netto (io uso quelli surgelati)
300 g di ricotta 
(vi consiglio non quella confezionata nei vasetti troppo setosa ma quella sciolta magari metà pecora e mucca)
1 uovo
latte e farina q.b. (regolatevi voi)
200 ml di panna fresca
100 ml di latte
100 g di gorgonzola dolce (io il piccante)
50 g di gruviera o reggiano
(utilizzerete anche per insaporire ricotta/spinaci) 
sale - pepe
burro per cuocere le crepes


Arrotolate per me


Preparazione
Prima di tutto preparate la pastella per le crepes che lascere riposare poi in frigo e proseguite con il resto della preparazione.

Cuocete gli spinaci in aqua leggermente salata se usate quelli surgelati oppure li soffocate senza aggiungere acqua se utilizzate i freschi ma entrambi casi spremeteli devo restare il più asciutti possibili.
In una padella dai bordi alti possibilmente antiaderente, mettete la ricotta che si scioglie dando il giusto apporto grasso per aggiungere gli spinaci che avrete grossolonamente tritato. Un pò di sale e fate cuocere il tutto per una decina di minuti in modo che si insaporiscano bene aggiungendo un pò di formaggio grattugiato.

In una padella , diametro 18 io le faccio piccoline, unta leggermente con il burro ma ben calda aggiungete un mestolino scarso della pastella e muovetela per riempirla tutta partendo dal centro. Lasciate cuore e poi giratela non serve che siano troppo scure.
Man mano sovrapponetele in modo che si tengano calde fino a finire tutta la pastella.




Fate sciogliere in un tegami il formaggio con la panna fresca mescolando che non si formino grumi, aggiungete un pò di pepe se vi piace ed il latte che l'insieme è troppo denso.

Riempite le crepes con la ricotta e spinaci, piegate a mezzaluna oppure le arrotolate impiattalere e poi versate sul tutto la crema di formaggio e servite. A piacere potete aggiungere ancora una spolveratina di formaggio reggiano o altro che vi piace.


A mezzaluna per "Omomio"



Buon appetito.

NOTA Affluente

  • Abbiamo gustato delle 10 crepes 4 salate e altre 4 dolci con confettura di ciliege diluita con un pò di sherry (sherry secco non cherry) ed una leggera spruzzata di succo di arancia.
Altri usi e/o modi di fare....
  • Queste crepes arrotolate ma vuote e tagliate sottili come dei taglioni diventa un piatto quasi nazionale austriaco le famose  "Frittatensuppe". Praticamente si mangiano in brodo come se fosse pasta. Forse le conosciamo e usiamo solo noi a Trieste, per i nostri trascorsi periodi austro-ungarici o da me che sono di madrelingua tedesca ma, si trovano oggi anche nella grande distribuzione  secchi confezionati in busta che si mettono in brodo e cosi ridiventano morbide.

Arrotolote e tagliate poi nel brodo

Le due immagini sono tratte da Wiki sulla storia della "Frittantesuppe" in lingua tedesca che trovate QUI   ma vi metto anche il link di Wiki in italiano ... Brodo con tagliolini di crespelle
Ho visto ultimamente su blog di cucina di queste "Frittatensuppe" ma anzichè in brodo condite asciutte come se fosse veramente "pasta" ma con lo stesso nome...forse non conoscono la lingua :) :) Mi spiace quando vengono presentate ricette come se fossero inventate in quel momento senza verificare come in questo caso che rappresentano non solo una città ma uno stato anche se solo culinario, basterebbe scrivere " mia interpretazione... ".
Provatele alle volte risolvono una cena visto la facilità di farle.
Ciaoooo

PS.
Questa settimana mi sono "lanciata" ben due ricette... ma a causa di un improvviso problema corrente e poi del PC sono rimasta bloccata. Meno male che avevo dei post pronti ed ho potuto programmarlo con il cellulare anche se non sono molto brava :)


04/10/16

Medaglioni ripieni al pesto e ricotta in salsa verde (piselli, broccolo, basilico)

Faccio molto raramente la pasta fresca e sopra tutto medaglioni (per la forma), tortelli, ravioli, ecc. ma questa volta mi sono deciso su espresso desiderio dell'amico d'infanzia di "omomio"  che vive a Venezia.
A me piace tantissimo il pesto ed ho un vecchio mortaio della nonna che ogni tanto uso per qualche pestato fresco.
Sinceramente la pasta ho preferita farmela preparare dal mio amico panettiere io l'ho solo tirata sottile e formati i medaglioni anche perchè non ho macchinari d'impasto.

Ingredienti per 4 persone

- per il ripieno
150 g di basilico fresco  (si riduce per scarto dei gambi che ho usato per la salsa)
15 g di pignoli
200 g di ricotta
100 g di formaggio grattugiato
olio evo q.b.

- per la salsa
scarto dei gambi di basilico
150 g di piselli anche surgelati
200 g di cima di broccolo 
brodo di dado o vegetale q.b.
1 spicchio di aglio
1 piccolo scalogno
olio evo q.b.
sale - pepe




Procedimento

Preparate prima di tutto la base per la salsa facendo cuocere in acqua bollente salata i piselli, il broccolo ed i gambi del basilico e fate cuocere fino a che tutto è morbido.
In una padella fate appassire lo scalogno assieme all'aglio tagliato o se preferite intero e poi lo togliete.

Preparate poi il ripieno amalgamando in una ciotola la ricotta con il pestato di basilico e pignoli e aggiungete il formaggio (io pecorino). Emulsionate con un pò di olio e qualche cucchiaiata di acqua tiepida il tutto deve restare compatto non fluido.

Tirate la sfoglia sul tavolo infarinato (io uso la farina 00 mista alla semola rimacinata ) e date con l'attrezzo apposito la forma del medaglione oppure usate quello che avete in casa. Sigillate bene i bordi per non far fuoriuscire il ripieno con i rebbi della forchetta.

Scolate la verdura e mettetala nel bicchiere apposito per usare il frullatore ad immersione. Aggiungete alla verdura cotta lo scalogno e l'aglio spadellato ed un pò di brodo ed emulsionate aggiungendo un pò d'olio. La salsa deve essere fluida ma non troppo liquida. Salate, pepate e mettetela in un pentolino per tenerla calda ed al caso protete riscaldare.

Cuocete i medaglioni in abbondante acqua salata e non appena affiorano calcolate UN minuto e scolateli con la schiumarola. e contemporaneamente al minuto preparate i piatti e mettete un cucchiao di salsa calda sul fondo del piatto e subito dopo i mediaglioni e proseguite per il numero piatti/commensali.
Coprite con la restante salsa, un pò di formaggio a piacere ed un velo di olio evo per dare come si dice una lucidatura e servite.





Buon appetitito.


NOTA Affluente

E' un piatto preparato tempo fa, il nostro amico da Venezia a Trieste va e viene molto spesso ed io prendo appunti e foto semprechè ci riesca prina che mi vuotino il piatto :) :)
Ho cercato di mantenere il colore...verde anche nella salsa per un effetto cromatico verde con il ripieno e forse....ci sono riuscita. Le mie foto sono sempre "nature" non faccio piani fotografici o altro riprendo subito o durante la preparazione o quando impiattato prima che mi "freghino" il piatto :D :D 

02/10/16

Internezzo Domenicale !!!.... "BARCOLANA N.48 " a Trieste il 9 ottobre

Quest'anno la famosa regata internazionale "Barcolana" è arrivata a quota 48°. Come sempre si svolge nella seconda domenica di ottobre ma la kermesse inizia già dal 30 settembre con tutti gli allestimenti da "Villaggio" lungo le rive di Trieste.
Iscrizioni barche a vela di tutti tipi e grandezze che partecipano le più grandi e note che fanno tutte le regate nel mondo e vengono per vincere, le altre partecipano per spirito marinaresca, per divertimento e perchè no per fare una solenna mangiata e bevuta navigando sul mare.
Avevo scritto e raccontato di questa regata negli anni passati e mi sono fermata a 3 anni fa, ora senza rimandarvi a vecchi post copio/incollo la breve storia della Barcolana

La Barcolana è una storica  regata velica europea, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano.
Si svolge a Barcola, nel golfo di  Trieste, la seconda domenica di ottobre. Ogni anno più di duemila vele si assiepano nel golfo, che è il punto più a nord del Mar Adriatico. Il percorso forma un quadrilatero a vertici fissi di circa 16 miglia e mette a confronto, sulla stessa linea di partenza, barche a vela di ogni forma e dimensione, con uno scafo di almeno sei metri di lunghezza. Per gli appassionati, il fascino della regata consiste soprattutto nella possibilità di trovarsi nello stesso contesto sportivo con i velisti professionisti e i loro giganti del mare, spesso scafi di 30 metri nati dalla matita di progettisti internazionali, e costruiti secondo gli ultimi ritrovati della tecnologia navale.
Ha una valenza mondiale per quanto riguarda le competizioni di questo tipo essendo arrivata ad essere la gara con il maggior numero di partecipanti: circa 25mila velisti e un totale di 250mila persone. Per quanto riguarda il supporto del pubblico c'è una sempre maggiore partecipazione grazie anche alla favorevole conformazione del territorio, un vero e proprio stadio della vela che consente a migliaia di persone una buona visibilità del golfo dalle alture dell'Altopiano Carsico di Trieste.
Da ricordare che alla prima edizione della Barcola si erano iscritti 51 barche.


Non sono ancora andata a vedere le barche perchè le più belle arrivano la prossima settimana e gli stand sono stati allestiti completamente sabato 1 ottobre e, ci sarà una marea di gente che segue questa regata. Aspetto la prossima settimana verso giovedi-venerdi anche se il pubblico sarà numeroso almeno potrò fotografare le più belle e grandi barche a vela che altrimenti non si farebbero vedere a Trieste.
Vi metto però alcune immagini personali del 2013


Delle barche della regata vicino ad una nave crociera che non ricordo il nome :(

Un scorcio da lontano dal Molo Audace verso le Rive davanti a Piazza dell'Unità d'Italia

L'immagine è dipinta su una corriere delle Forse Armate dei Carabinieri ed è la nave scuola Amerigo Vespucci.


Per vedere, sapere ecc. sulla 48° Edizione e altre storie legate alla manifestazione vi rimando a questo LINK  sito ufficiale della "Barcolana"e su questo sito troverete informazioni su tutti gli avvenimenti incluso la Regata Young che viene fatta proprio domenica, questa, trovate anche la foto gallery che ripropone un pò tutte le regate ed inoltre potrete godervi dei filmati ecc. della più, definita, affolata regata al mondo.

E' un post un pò scarno ma vi assicuro che se andrete a curiosare al suindicato LINK dovrete usare moltissimo tempo e stando seduti in poltrona davanti ad una bibita o un caffè e perchè no... anche un dolcetto. :D

Buona domenica a tutti.
Memento SolonicodiEdvigeDesign byIole