31/01/17

Omelette Thai ... sapori thailandesi nel "Paese del Sorriso"

Dalla rivista Sale & Pepe, non voglio fare pubblicità ma per me è la migliore in questo genere "cuciniero" per le splendide foto e per gli articoli molto accattivanti. Non l'abbiano con me le altre riviste/mensili ma, se non ci fossero tanti pareri e gusti diversi non avrebbe ragione che esistesse tanta carta stampata sulla "Cucina". Detto questo, cito alcune note prese dalla pagina della rivista che ogni mese sotto la voce "Assaggi Sapori e profumi dal mondo"  trovo piatti favolosi anche se non sempre fattibili per gli ingredienti introvabili a Trieste ma forse non solo.... :( .. alle volte si riesce...

.... Dice la rivista che queste "omelette thai alias Kai yat say oppure i kai jiav = uova farcite", viene preparata già dalle prime ore dell'alba per essere poi venduta dappertutto per le strade e nei mercati del paese. Viene consumata a colazione oppure come pasto veloce "street food" accompagnata quasi sempre da una ciotola di riso profumato.
L'unico ingrediente che non ho avuto a disposizione era il "Basilico Thai" e per questo mi soffermo in quanto è molto interessante l'argomento per le curiosità che ho trovato.
Il "basilico" da noi è inteso quello che usiamo sulla salsa di pomodoro oppure il "pesto genovese" ma, il nostro in Thailandia è sconosicuto. Nel "Paese del Sorriso" si coltivano circa 40 varietà di basilico di cui solo  tre sono conosciute anche in occidente. 
Prima della ricetta è doveroso fare una premessa con il "basilico" della quale non avrei mai pensato esistesse una varietà così vasta e che solamente tre di queste 40 varietà sembra siano conosciuti anche da noi... non da me mai trovati.

Basilico santo o sacro
noto anche come "tulsi  (lingua hindi) o tulasi (in sanscrito) " in lingua thai "kaprao o bai kaprao"  il cui nome scientifico è  


 

Basilico limone  
 "Ocimum citriodorum"(clic è un link)

 in thai maenglak o ton maenglak è un ibrido tra il basilico



e il basilico Ocimum....



  
Basilico africano 


conosciuto anche col nome di tree basil è noto per il suo caratteristico profumo assomigliante ad un misto tra finocchio selvatico e cumino e vengono utilizzati i semi per aromatizzare pietanze o pestati e mescolate con altre spezie come il il famoso curry.   In Thailandia viene confuso, perche assimilato al cumino.

E ora passiamo alla ricetta:

Ingredienti per 4 persone

300 g di maiale o pollo o tacchino tritato fine
1/2 cucchiaio di peperoncino rosso fresco o in polvere piccante - facoltativo io l'ho omesso
1/2 cucchiaino di aglio grattugiato fresco oppure in polvere
2 cucchiai di salsa di pesce (nam pla)
1/2 cucchiaino di zucchero di palma oppure di canna (io canna non trovato l'altro)
10 foglie di basilico Thai - io usato basilico nostro un bel ciuffo
2 uova
olio di semi


Procedimento

Fate saltare l carne che avete scelto con un pò d'olio, il peperoncino se scelto e l'aglio. Insaporire con la salsa di pesce e lo zucchero quello che avrete trovato. Quando ben cotta spegnete e aggiungete le foglie di basilico senza tritarle magari solo spezzettando con le mani o scegliendo le foglie più piccole. Io non ho trovato basilico fresco purtroppo ed ho utilizzato il mio che ho surgelato già spezzettato.

A parte sbattete un uovo alla volta, è meglio fare un omelette per ciascun piatto è più facile poi per impiattare. Stendete l'omelette molto sottile quindi anche se vi sembra poco usate una padella da 20-22 leggermente unta d'olio. Lasciate cuocere bene da una parte e se avete usato una padella antiaderente vi sarà facile girarla con una paletta. Altrimenti aiutatevi con un piatto.

Impiattate e farcite l'omelette con la carne che avrete tenuto al caldo. Chiudetelo a pacchetto e giratelo in modo che la parte sotto intera possa essere incisa come da immagine e servite subito.

Le due immagini sono, una del mio piatto e l'altra foto presa dal foglio originale di Sale & Pepe... cosa vi sembra si assomigliano :D :D 

 Questo è il mio piatto


  Questo è l'immagine della rivista




NOTA Affluente


Usualmente viene accompagnato con del riso thai o basmati.
Il condimento "salsa di pesce" l'ho trovata in estate in Austria dove mi approvvigiono di tutti i prodotti thai da un negozio specializzato ovviamente devo stare attenta alle scadenze.
Il basilico fresco anche uno dei tre sopra elencati in Austria si trovano. A mercato di Klagenfurt vendono tutte le erbe ed aromi di tipi e qualità diversissime. Solo di rosmarino di tipi ce ne sono una decina senza contare il prezzemolo, salvia, ecc. ed aromi pressochè sconosciuti da noi. Loro hanno un culto per gli aromi perchè ne usano tantissimo in qualsiasi pietanza inclusi gli insaccati. Infatti li vendono gia con le radici e la zolla di terra pronti per essere invasati in piccoli vasi oppure in più gradi ma rigorosamente separati. Inoltre non tutti gli aromi vanno d'accordo nello stesso vaso anche se separati e quindi il venditore ti dice se non lo sai come combinarli nel tuo giardi o serra.


29/01/17

Intermezzo Domenicale !!! .... Il "Corridoio Vasariano" a Firenze

Nel mio post della domenica scorsa che vi rimetto QUI vi avevo parlato di Giorgio Vasari, personaggio della Firenze di allora, molto oscuro e famoso il suo quadro che raffigura come un imbuto rovesciato l "Inferno" poema del Sommo Dante ma anche parla dell'ancor più famoso "Corridoio...., che è un percorso sopraelevato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti passando attraverso la Galleria degli Uffizi e sopra il Ponte Vecchio.

Questo è il dipinto di G.Vasari dell'inferno di Dante - foto dal Web

Questo corridoio commissionato al Vasari, che era un architetto oltre che pittore, da cui prende il nome di "Corridoio Vasariano" fu realizzato in soli 5 mesi per volere del granduca Cosimo I de'Medici nel 1565.  Il Vasari aveva già realizzato l'attuale Galleria degli Uffizi e, questo corridoio,  fu commissionato proprio in concomitanza del matrimonio tra il figlio del granduca Francesco e Giovanna d'Austria.
L'idea di questo percorso era nata per dare l'opportunità ai granduchi di potersi muovere liberamente dalla loro residenza al palazzo del governo senza pericoli.
Il nuovo sistema di governo che aveva abolito l'antica Repubblica fiorentina, l'appoggio della popolazione era ancora molto incerto sebbene gli organi repubblicani fossero ormai solo "simbolici" da quasi un secolo.
Fra le curiosità di questo passaggio sopraelevato c'è il giro attorno alla torre de'Mannelli posto all'estremità del Ponte Vecchio mentre, al centro del ponte, si aprono una serie di finestre panoramiche sull'Arno in direzione del Ponte Santa Trinità.
Il percorso museale moderno inizia dagli Uffizi e termina nel Giardino di Boboli presso la Grotta del Buontalenti.
Ci sono ancora tantissime indicazioni sulla storia, il percorso ecc. su Wiki di questo "Corridoio... da cui ho tratto le info e questo è il LINK e, vi invito caldamente a leggere perchè tutta la storia è molto affascinante e qui non ho potuto raccontarla completa. Inoltre troverete le immagini, e sono tante, del percorso del Corridoio Vasariano.
Queste sono solo alcune.....

 La piantina del corridoio dal Web

Parte del Corridoio Vasariano da Wiki


Questo LINK è del sito dove ci sono tutte le informazioni in merito alla visita guidata del Corridoio Vasariano.

Spero che questo post sia di vostro gradimento, molte sono ancora le cose già conosciute  ma allo stesso tempo dimenticate e proprio a Firenze, penso che sarà argomento anche per altre domeniche... perche scusate i musei si visitano alla domenica... vero ??? ... :D :D :D 

Vi auguro una buona domenica.

NOTA Affluente

Il quadro di G.Vasari "Inferno" dipinto come un imbuto è molto particolare e difficile da vedere cosi in piccolo ma ogni cerchio rapresenta un pezzo della strada che Dante fa nell'Inferno. Purtroppo per vedere i gironi bisognerebbe ingrandire ma non è possibile in questo caso perchè sarebbe troppo sgranato e quindi difficile poi da vedere. Invoglia ad andarlo a vedere di persona.

26/01/17

Cotechino o Zampone .... e varie interpretazioni


La foto tratta da google immagini di Agi.it


Cotechino o zampone o corno sono nomi diversi per un impasto dicono uguale. Sono in particolare graditi nei periodi invernali ma sopra tutto per Natale ed alla fine anno assieme alle classiche lenticchie...porta fortuna :D :D 
Come sempre, è la casualità che mi fa imbattere in ricette, storie o quant'altro non sempre su riviste specifiche di cucina ma come parte marginale anche su quelle che di cucina non si occupano per niente. Si dice che questo insaccato, come d'altrone tutte le cose, ha la sua storia che poi riportata verbalmente prima della trascrizione in cartaceo diventata quasi una leggenda nella quale si mescola il vero e la fantasia messa di chi la storia l'ha riportata.

Pare che il cotechino sia il padre dello zampone e l'anno di nascita di quest'ultimo sembra risalire al 1511 Anno del Signore, come affermato anche da Marco Cesare Nannini studioso di Mutina il nome romano di Modena.

Si dice, che a quel tempo il Papa Giulio II Della Rovere stava assediando Mirandola presso Modena la patria del famoso Giovanni Pico della Mirandola, che era un alleata della Francia.
In quest'assedio durato a lungo erano gli abitanti erano stati messi allo stremo praticamente alla fame ma. avevano ancora i maiali e non intendevano lasciarli al nemico.
Maccellarli era l'unica soluzione solamente che la carne doveva essere consumata prestissimo ma nonostante la grande fame non sarebbero riusciti a mangiarsela tutta.
L'idea non venne, si dice a Pico della Mirandola - famoso per il suo ingegno, ma ad un suo cuoco alla quale venne l'idea di ridurre ovvero macinarla ed inserirla in un involucro formato dalla pelle delle sue zampe. In questo modo disse " non marcirà " e potremmo conservarla meglio e cuocerla più avanti. Purtroppo le cose erano invece andate troppo avanti ed il 20 gennaio del 1511 i mirandolesi capitolarono ed il capostipite dello "zampone" inventato da questo anonimo cuoco se lo mangiarono in gran parte gli stessi papalini.
Questo racconto un pò ridotto con parole mie è stato tratto dall'articolo su questo insaccato dal sito Ufficiale "Cotechino.it" del 1999.

E' molto interessante leggere tutta la storia ed i vari articoli che la compongono nonchè origine, storia, ricette, ecc. che trovate su questo sito a questo link diretto
        Cotechino - origine ecc.

Personalmente è un insaccato che non mi piace perchè lo ritengo troppo grasso, ma ho trovato un ottimo sistema per poterlo gustare meno grasso e quasi come un "salame" cotto ma gustosissimo. Vi do' l'indicazione sul mio metodo, sarà discutibile, ma vi assicuro prelibato. Non ho la foto del mio cotechino - uno dei tanti inceppamente della macchina fotografica. :( :( 
Vi lascio in cambio dei link di mie preparazioni con il cotechino però precotto che trovate nelle Note Affluenti.
Acquisto un cotechino fresco (non quello precotto), lo pungo con i rebbi della forchetta e lo metto a bagno per 1 ora in acqua fredda cambiando due volte.
Poi lo avvolgo in una pezza di tela leggera, lego le due estremità, lo immergo in uuna casseruola piena d'acqua e lo metto sul fuoco. Da quando inizia a bollire abbasso la fiamma "deve solo sobbolire" per circa 3 ore per a metà tempo cambiate l'acqua rimettendolo con acqua caldissima fresca in modo che non cuocia nel suo stesso grasso.
Trascorsi i quali, togliete il cotechino dall'acqua e dalla tela e lasciatelo raffreddare.
Tagliato a fette sottili accompagnato con salse....mostarda, senape, ketchup o altro a vostro piacere è come gustare fettine di salame particolare.

Il grasso durante la cottura è rimasto nell'acqua e avrete un cotechino magro. Di solito dopo la cottura si usa mangiarlo caldo ma io lo preferisco nella mia versione fredda ovvero temperatura ambiente.

Ciao a tutti e buonissima giornata.



NOTA Affluente

Vi lascio dei link - pochi - delle mie varie proposte con il cotechino - a mio parere le più buone.... :D

24/01/17

Inaugurazione di "Eataly" a Trieste in una splendida location sulle rive davanti al mare

In una bella posizione strategica sulle rive prospiciente al mare nel 1902 era nato il "Magazzino per il Commercio dei vini nazionali" con lo stoccaggio delle botti che arrivavano via mare dall'Istria e Dalmazia e potevano sbarcare proprio su quella riva chiamata allora "Molo Giuseppino" ora Riva Gulli.
Era un edificio semplice e funzionale con muratura in pietra, tetto in legno ed un ingegnoso sistema di annaffiatura ad acqua che contribuiva a mantenere costante la temperatura interna e per questo motivo la struttura veniva anche chiamata "Capannone delle vasche".

 Immagine d'epoca del magazzino tratto dal web

Dopo varie storie sull'uso o meno di varie idee negli anni passando la proprieta di mano in mano con un sempre peggioramente della struttura specialmente all'interno e anche transennata, l'ultimo proprietario la Fondazione della Cassa di Risparmio di Trieste è riuscita ad accordarsi con la famiglia Farinetti di darlo in uso per la conversione, ristrutturazione per aprire Eataly,  essendo come potete vedere, in una posizione splendida vi sembra di essere in mezzo al mare.
Unica condizione inderogabile il mantenimento del muro perimentale esterno che il progetto dell'architetto fiorentino Marco Casamonti ha progettato. 
Per l'informazione e soddisfare la curiosità del progetto per la quale è stata utilizzato in pietra d'Istria vi rimando alla pagina Eataly Net... dalla quale ho tratto la maggioranza delle informazioni ed anche la suggetiva seguente immagine, una delle tante presenti in questo sito.

 Stupenda questa sala una delle tante e come vedete davanti a voi c'è il mare


Il mio amico e concittadino Antonio Marano che sempre fa dei video stupendi su Trieste e su tutte le più importanti manifestazione, ha postato su YouTube due spledidi video sull'inaugurazione di Eataly e una settimana dopo. Sembrano uguali ma non lo sono per il numero maggiore di primi piani dei vari gruppi alimentari e non solo di questo splendido luogo. La famiglia Farinetti a detto che questo è il primo Eataly transfrontaliero in quanto nei prodotti e menu ha voluto inserire i piatti più caratteristici di Trieste come il "goulash" e piatti della vicina Slovenia.

Inaugurazione
vi metto anche il link diretto a YouTube  


Una settimana dopo
  
vi metto il link diretto a YouTube  

Il link diretto dei due video a YouTube sono necessari in quanto non ho mai capito come i vieo spariscano perchè per metterli in questo post ho l'autorizzazione del mio concittadino. Non metto mai nulla che non sia mia senza chiedere il permesso.

Spero che il post sia di vostro gradimento e forse invogli a qualcuno che vive vicino alla mia città di venire a curiosare cosi avrò l'occasione di fare nuove conoscenze: vi aspetto :D :D

Vi auguro una buonissima giornata.

NOTA Affluente

Il post sarebbe stato adatto per un Intermezzo domenicale ma ho preferito metterlo ora in quanto l'inaugurazione è stata fatta il 17 di gennaio e si andava troppo in là con il tempo.

22/01/17

Intermerzzo Domenicale !!! .......IL PANETTONE ovvero il " PAN DEL TONI"

In questi giorni il "panettone" come anche il "pandoro" hanno fatto la loro presenza "regale" sulle nostre tavole e sono state anche oggetto di regali e moltissime amiche, super brave, hanno sfornato panettoni che poi oltre a gustarli con gli amici sono stati anche regalati: mi sarebbe piaciuto averne uno anche se come dolce lottando con la glicemia è stato meglio NO.
Su una rivista che , managgia a me, leggo di qua e di la ma non ricordo mai il nome, hanno presentato la storia del panettone definendolo "Re incontrastato del Natale" ed io sono andata a documentarmi facendo le mie solite ricerche: nel web trovi tutto basta saper cercare :D

Partendo dall' impasto soffice e dorato, che cela degli aromi favolosi e presenta la sua uvetta e naturalmente i canditi, ma che richiede però una lavorazione attenta e lunga. E' il simbolo, questo lo sapete tutti, del Natale ma rappresenta anche "Milano" ma non solo -  ma della tradizione in se stessa per la tavola delle Feste in tutta Italia. Numerose sono le leggende relative alle origini del panettone ma, la più veritiera (sembra) quella dell'oscuro sguattero alla corte di Lodovico il Moro e  riporto qui quanto scrive Wiki...

Il cuoco al servizio di  Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato per errore nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po' di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola». Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L'è 'l pan del Toni». Da allora è il "pane di Toni", ossia il "panettone".

L'altra leggenda che sembra anche veritiera recita cosi sempre da Wiki

Messer Ulivo degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.


Si ha traccia a Milano di questo definito allora "pandolce"  già dal 1200 e consisteva in un impasto di farina di frumento mista qualche volta al mais lievitato assieme a dell'uvetta.  I panettoni artigianali hanno inziato ad essere presenti e con molto successo nell'Ottoceno per proseguire fino al 1900.
Oggi il panettone viene prodotto nelle grandi ditte industriali dislocate in tutta Italia ma, a Milano lo si produce ancora  artigianalmente perchè sono presenti ancora piccoli artigiani, che producono il panettone secondo la ricetta tradizionale. Sono come li definisco io "prodotti di nicchia" che solo vivendo in questi luoghi si può assaporare ancora il sapore del passato senza togliere nulla a quelli industriali.
Le grandi industrie presero come si dice piede dal primo quarto del Novecento e prime fra tutte Motta e Alemagna che hanno niziato a produrli in grande quantità. Fu Angelo Motta negli anni 20 che brevettò il metodo che prevede la formatura del panettone nel loro caratteristico involucro.Successivamente emigra, la tradizione del panettone di Milano, verso altre realtà produttive piemontesi da Balocco a Maina ed a Ferrua

Altra storia, quella del "pandoro" che quasi parallelo .... fu il Domenico Melegatti a Verona,  con l'ottenimento però dei primi "pandoro" in quantità, che grazie alla ricetta e all'uso dell'apposito stampo che brevetto emtrambi nel 1894 ed in questo stesso anno che segnò  l'avvento ed il successo di questo dolce natalizio dalla tipica forma a "stella".
Praticamente il pandoro nasce in questo caso a Verona e se volete leggere la sua storia la trovate  QUI


 Pandoro da Wiki


Il panettone oggi è tutelato dal 2005 da una disciplinare che specifica esattamente gli ingredienti e percentuali minime per poter essere definito tale. Parliamo sempre del panettone classico non quelli che hanno aggiunte varie come creme,cioccolate ecc. ovvero farciti. E' esportato come dolce simbolo del Natale anche in moltissimi altri paesi.

Tutte le informazioni come anche le due prima immagini sono state prese da WIKI  mentre entre la terza immagine dell'assortimento tipi di panettone è dal google immagini.


 Vetrina con panettoni artigianali


Il vero panettone tagliato in tavola

Vari panettoni ed il pandoro


Io mi sono divertita in questa ricerca e di ricette per farli oltre che quelle delle mie amiche sono veramente tante. Ma la lavorazione è molto complessa e considerando che più di un pezzettino non posso mangiare non mi cimenterò mai nel farli...mangiare un pò siiii :D :D 

Buona giornata a tutti.

NOTA Affluente

Avevo già fatto post sul panettone due anni fa ma mi è paciuto rifarlo facendo ulteriori ricerche che senz'altro avranno apportato qualcosa di più. E' nuovo non è copiato.
In pari tempo vi metto il link ad un post sul creare qualcosa di diverso con il panettone che avanza sempre e quindi ecco il link  Fette di panettone o pandoro....

Inoltre, a Trieste si usava la "schnitte - fetta " di pane ma è più buona con una fetta di panettone che veniva non solo tostata e poi irrorata con salse dolci  o marmellate, ma anche passata in pastella oppure come si fa con la mozzarella in carrozza farcita con il prosciutto cotto. Infatti a Trieste si usa moltissimo mangiare la famosa "pinza pasquale" con il nostro prosciutto cotto di Praga ma, ultimamente ci sono panettoni senza canditi ed uvette e quindi si prestano moltissimo a questo abbinamento essendo l'impasto simile alla "pinza".  Provare per credere.

PS.
Il post sarebbe dovuto essere pubblicato con la programmazione che purtroppo non ha funzionato. Ma ho visto che nella grande distribuzione sono ancora presenti confezioni di panettone, pandoro a prezzi veramente di stralcio che magari qualcuno che non ha potuto ora forse lo potrà acquistare. Ho pensato quindi di metterlo come un "Intermezzo Domenicale" mi spiaceva non condividerlo oppure attendere un anno :( :(


21/01/17

Ricetta del "VOV" .....liquore di crema all'uovo o zabajone liquoroso

La ricetta che vi passo tengo a precisare che "NON" l'ho fatta ne mai potrò farla ne assaggiare le confezioni pronte perchè contengono troppe uova e troppo zucchero per me ma, vorrei condividere con voi questa ricetta che ho trovato annotata da mia nonna e raccontarvi qualcosa su come questo meraviglioso liquore è nato.
Il liquore di crema all'uovo e liquori poi denominato VOV -  nome commerciale del ben conosciuto liquore,  fu ideato da Gian Battista Pezziol  che era un pasticcere di Padova. Era specializzato nella sua "drogheria" nella produzione di torroni che richiedevano l'impiego solamente di albumi. Tutti i tuorli che non veniva utilizzat, il signor Pezziol decise di usarli assieme ad il vino marsala, alcool e zucchero avviando cosi un tipo di zabajone liquoroso, molto energetica ed usata anche come ricostituente. Il nome "VOV" deriva dalla parola "vovi"  che in veneto significa "uova" che contratto nel celebre palindromo monosillabo "VOV" impiegato tutt'ora per designare il prodotto. La gradazione alcoolica si aggira sul 17,8%.

 "zabajon" da Wiki

Di ricette casalinghe o altre se ne trovano tantissime nel WEB probabilmente anche simile a questa ma spero possa interessare qualcuno anche a farla.



Antica pubblicità del Vov Pezziol (opus: Mazza) facente leva su avicoli antropizzati per alludere al grande contenuto in tuorlo d'uovo del prodotto e quindi al suo potere nutritivo. 
Foto presa da Wiki


Ingredienti per 750ml di liquore

10 tuorli
400 g di zucchero a velo
25 ml di Cognac *)
25 ml di Marsala **)
300 ml di latte
75 ml di alcool puro (usualmente 90°)
1 baccello di vaniglia



Procedimento
In una capiente ciotolo mettete i tuorli d'uovo, lo zucchero ed il baccello di vaniglia e con uno sbattitore rendete a crema il composto. Aggiungere un pò alla volta l'alcool ed i due liquori cognac e marsala continuando a mescolare e per ultimo aggiungete un pò alla volta il latte.
Dovete cuocere il composto a bagnomaria a fuoco basso mescolando continuamente senza farlo bollire ma addensare, ci vorranno circa 10-15 minuti fino a che non sentirete alcuna granolosità o consistenza dello zucchero ma deve essere tutto sciolto perfettamente.
Fatelo poi raffreddare e poi versatelo in una bottiglia e mettetelo in frigo lasciatelo almeno due giorni prima di consumarlo. Prima di servire agitate la bottiglia.

immagine dal web


* )
**)
Quando il "VoV" o zabajone lo preparava mia nonna, non sempre il cognac ed il marsala era alla portata sia come prezzo che anche come reperimento. A Trieste c'era la fabbrica Stock un azienda per la produzione di liquori e distillati sin dal 1884 fondata da Lionello Stock.
Questa fabbrica produceva tutti i distillati come rum, vodka, brandy, ecc. e quindi era di facile reperimento e anche non eccessivamente cari perchè si trovavano anche i distillati sfusi anche se non tutti. Per cui non posso dire esattamente quale distillato avesse usato ma siceramente ricordo che da bambina con il "ditino" assaggiavo e mi piaceva molto :D :D
Io ho messo l'indicazione dei due distillati/liquori che vennero usati dal creatore di questo liquore.

NOTA Affluente

A Trieste lo "zabaion oppure ovo sbatudo"  è sempre stato solamente un uovo - il tuorlo - sbattuto con tanto zucchero fino a renderlo cremoso - una seta ovvero con lo zucchero sciolto completamente.
Era un aggiunta - una merenda -  per i bambini e le nonne dicevano molto leggero e nutriente ed alle volte veniva allungato con del latte caldo. Per gli anziani - come ricostituente - veniva allungato con del brandy oppure anche con del vino e veniva "centellinato". Con le chiare e l'aggiunta di farina e latte venivano fatte delle frittatine che assomigliavano alle crepes solo che erano bianche.
Ancora oggi se parliamo di "zabaion o zabaione" a qualche anziana Triestina pensa all'uovo sbattuto con lo zucchero e mai penserebbe che lo "zabaione" viene reso spumoso con la cottura a bagnomaria e può essere dolce come anche salato. :D :D 



19/01/17

Come cercare trovare GIF animate pronte da inviare con WhatsApp

Chi non usa le faccine GIF utilizzando i social network più usati quali FaceBook, WhatsApp, Messaggi, ecc. alzi la mano ... :D ed ora un altra chicca per chi vuole avere sempre queste GIF pronte per inviare.
Il mio amico Vinnie informa che appunto su WhatsApp è stata messa a disposizione una funzione di ricerca di GIF vale a dire le brevi immagini animate che diventano incisive per il messaggio che si invia.
La ricerca delle GIF è diventato uno strumento integrato in queste chat testuali attraverso il quale sarà possibile, sfogliando la galleria oppure digitando una parola chiave, selezionando quella desiderata per  inviarla assieme al messaggio.
Siamo abituati a vedere - la seguente immagine - che ho preso dal post di Vinnie ma forse non tutti avranno notato il pulsantino "GIF" che dovrete cliccare per scegliere quella che vorrete inviare.





Ci sono ancora altre istruzioni ed immagini che però è meglio andiate a vedere di persona al post di
GUIDAMI.Info - Link diretto QUI

Su questa stessa pagina troverete anche un link che vi informa sul come convertire un Video in una GIF su WhatsApp e le due funzioni sono separate ma allo stesso tempo collegate.

Mi rendo conto che è un post corto ma tutto quello che concerne l'informatica e le sue applicazioni per cell. ecc. è meglio leggerli direttamente in quanto il riporto o è sul tipo copia/incolla per cui inutile meglio andare alla fonte, oppure interpretato in un modo forse troppo personale senza volutamente fare un errore.
Si impara meglio con un unica lezione - originale che con un riporto della stessa.

Spero che la chicca vi possa divertire in quanto per una vera utiltà sono molto scettica.

Buona giornata.
 



17/01/17

Piccoli sformati di mais (polenta) al latte e fonduta di formaggio

Stò sperimentando alcune ricette che mi ero salvata in cartaceo ed appunti vari che ..sono diventati poco leggibili :D  A noi la polenta o farina di mais piace molto sopra tutto in inverno accompagnata con dei saporitissimi brasati, selvaggina (quando si trova) e/o anche semplicemente pasticciata ai formaggi oppure fritta quando del giorno dopo.
Andando indietro nel tempo della mia infanzia e parliamo degli anni 47-52 quando ancora non c'erano grandi possibilità di acquisti alimentari mancando il vil denaro - allora LIRA ancora con le pezzature da 1-2-3-10 e le famose monetine. 
La polenta o farina di mais era un alimento che si trovava a buon mercato ma non cosi raffinato come quello di oggi ma macinato grosso e scuretto altro che giallo paglierino..... però, saziava moltissimo. Chi poteva mescolava l'acqua con un pò di latte e come condimento si acquistava dei pezzi di sugna o grasso a pezzi che si faceva sciogliere e le cosidette "frizze" i pezzi che restavano dopo che era tutto sciolto faceva da condimento alla ...polenta. Infatti in quelli anni esisteva una malattia che si chiamava "pellagra".
Potete leggere QUI di cosa trattasi io vi do un indicazione....
" La pellagra è una malattia causata dalla carenza - in quel periodo solo carenza e non mancato assorbimento, delle vitamine del gruppo B e le altre necessarie per la sua sintesi.  La vitamina si trova presente nei prodotti freschi quali latte, verdure, cereali che in quel periodo nessuno o quasi aveva i soldi per acquistare costavano troppo e quindi, la patologia si presentava tra quelle popolazioni e/o individui che si nutrivano esclusivamente come loro alimento base della polenta che poteva essere di sorgo (saggina) o di mais che era la migliore come prodotto" ........
....... continua sul link e l'info. tratto dallo stesso.

Infatti in quel periodo moltissimi bambini ma anche adulti soffrivano di pellagra proprio per la mancanza delle vitamine e magari non sempre per eccessivo consumo della polenta.

A parte questo ricordo, andiamo alla ricetta che dalla composizione degli alimenti "la pellagra" non l'avrebbe avuta nessuno :D :D

Ingredienti per 4 persone

150 g di farina di mais precotta bianca o gialla
100 g di farina 00 + altra per infarinare gli stampini
3 uova
750 ml di latte
100 g di burro
200 g di formaggio io ho scelto il taleggio
75 ml di panna fresca
1 rametto di timo facoltativo
sale - pepe 


Procedimento

Partiamo dalle formine ovvero quelle che avevo a casa io molto adatte da usare velocemente e sufficientemente


grandi per una singola porzione.
Mescolate assieme le due farine, mi raccomando usate la farina precotta quella che cuoce poi in 5 o 10 minuti a secondo della marca e confezione. In una casseruola dai bordi alti mettete a scaldare il latte assieme a 80 g di burro. Versate a pioggia le farine mescolando velocemente per non fare grumi.

Consiglio: 
per mescolare meglio spostate la casseruola dal fuoco incorporate e poi rimettete sul fuoco subito non rischiate di scottarvi.

Fate cuocere a fuoco dolce per una 20ina di minuti circa. Se l'insieme vi sembra troppo compatto aggiungete ancora dell'acqua circa 200-250 ml di acqua calda che è più facile avere a disposizione. La polentina deve essere morbidissima perchè la dovrete far raffreddare prima di aggiungere gli altri ingredienti e quindi tende a solidificarsi.
Dividete i tuorli dagli albumi. 
I tuorli li aggiungerete uno alla vola alla polentina, mentre monterete gli albumi a neve dura con un pò di sale e l'aggiungerete delicatamente alla polentina.
Spolverizzate le formine con un pò di farina che aderirà perfettamene essendo le stesse scanellate e versate la polentina non proprio fino all'orlo.

 Prima..... e dopo vedete che i sformati sono leggermente cresciuti


Infornate a 180° per 15-20 minuti .

Nel frattempo fate fondere in una piccola caseruola il formaggio taleggio o quello che avrete scelto assieme alla panna e se vi sembra molto denso aggiungete un pò di latte.


Sfornate questi sformati capovolgendoli e nappateli con la salsa al formaggio. Guarnite con un pò di timo se l'avete e servite caldissimo.




Buon appetito.

NOTA Affluente


Ho usato come dicevo il taleggio che è perfetto per la facilità di fondere e per il sapore tenace ma non aggressivo. Avevo a casa ancora un pò di gorgonzola e l'ho aggiunto ed il risultato è stato perfetto. Se lo preferite potete fondere anche due tipi diversi di formaggio che sono di vostro gradimento.


Siccome come che vedete dalla immagini le formine erano 4, le due che sono avanzate le ho usate il giorno dopo tagliandoli a fette e facendole dorare in padella senza alcun aggiunta di grassi. Il formaggio e la panna incorporata erano sufficienti.
Ho preparato una salsina con dei pomodori datterini quasi un confit come vedete dall'immagine mettendo pomodorini tagliati a metà conditi con un pò d'olio, origano, sale e un velo di zucchero. Quando appasiti schiacciarli e condire gli sformatini.



Nulla vi vieta di riproporli con altra salsina al formaggio con ingredienti primari diversi. Ottimi spazzolati. Contorno... una fresca insalata mista.



15/01/17

Intermezzo Domenicale !!!!.... "Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio - Firenze

Da un pò non ho parlato dei capolavori d'Italia perchè fare un post, su tante meraviglie sparse per la nostra penisola di conosciute per il grande afflusso turistico oppure visitato solo da pochi che sono quelli alla ricerca dei capolavori nel mondo, sarebbe troppo restrittivo raccontarlo solo qui specialmente per bellezze antiche.
Come vi ho detto tantissime volte oggi come oggi si ha la fortuna di avere a disposizione un enciclopedia mondiale che è rappresentata dal WEB che viene chiamato anche INTERNET ma non è la stessa cosa.

Rete Internet   
è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati.

Web  
è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati, sotto forma di ipertesti.  Tutto ciò che normalmente vediamo sul browser (Internet Explorer, Chrome, Firefox, ecc.). Oltre al web esistono altri servizi internet come la posta elettronica,  i newsgroup, i trasferimenti FTP, ecc.

Se volete altre informazioni molto interessanti da dove io ho prelevato queste informazioni andate a questo LINK
Tutto ciò che normalmente vediamo sul nostro browser. http://www.andreaminini.com/web/internet/differenza-tra-internet-e-web
è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati, sotto forma di ipertesto. Tutto ciò che normalmente vediamo sul nostro browser. http://www.andreaminini.com/web/internet/differenza-tra-internet-e-web
La rete internet è l'infrastruttura tecnologica dove viaggiano i dati. Può essere immaginata come una specie di ferrovia digitale, con i propri binari ( canali ), stazioni ( server ) e regole ( protocolli ). http://www.andreaminini.com/web/internet/differenza-tra-internet-e-web
La rete internet è l'infrastruttura tecnologica dove viaggiano i dati. Può essere immaginata come una specie di ferrovia digitale, con i propri binari ( canali ), stazioni ( server ) e regole ( protocolli ). Il web è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati, sotto forma di ipertesto. Tutto ciò che normalmente vediamo sul nostro browser. Oltre al web esistono altri servizi internet come la posta elettronica, i newsgroups, i trasferimenti FTP, ecc. http://www.andreaminini.com/web/internet/differenza-tra-internet-e-web
La rete internet è l'infrastruttura tecnologica dove viaggiano i dati. Può essere immaginata come una specie di ferrovia digitale, con i propri binari ( canali ), stazioni ( server ) e regole ( protocolli ). Il web è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati, sotto forma di ipertesto. Tutto ciò che normalmente vediamo sul nostro browser. Oltre al web esistono altri servizi internet come la posta elettronica, i newsgroups, i trasferimenti FTP, ecc. http://www.andreaminini.com/web/internet/differenza-tra-internet-e-web
La rete internet è l'infrastruttura tecnologica dove viaggiano i dati. Può essere immaginata come una specie di ferrovia digitale, con i propri binari ( canali ), stazioni ( server ) e regole ( protocolli ). Il web è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati, sotto forma di ipertesto. Tutto ciò che normalmente vediamo sul nostro browser. Oltre al web esistono altri servizi internet come la posta elettronica, i newsgroups, i trasferimenti FTP, ecc. http://www.andreaminini.com/web/internet/differenza-tra-internet-e-web

Questa volta andiamo a Firenze per parlare di una delle tante meraviglie conosciute al grande pubblico ma anche solo per pochi  che si trova al Palazzo Vecchio ed è il Salone dei Cinquecento.
Il Salone dei Cinquecento è la sala più grande e importante sotto il profilo storico-artistico di Palazzo Vecchio a Firenze. Questa sala è imponente ha una lunghezza di 54 metri con una larghezza di 23 ed un altezza di 18 metri. Per volume è la più grande sala in Italia creata per la gestione del potere civile.
L'ultimo restauro risale al 2000-2001.
Fu costruita in un solo anno e precisamente il 1949 da Simone del Pollaiolo detto il Cronaca e da Francesco di Domenico su commissione di GEROLAMO SAVONAROLA che 4 anni dopo fu dichiarato eretico e scomunicato da Papa Alessandro VI è giustiziato. Questo frate ferrarese era infatti il signore di Firenze dopo la cacciata di altro personaggio dell'epoca. Fu promotore di una riforma in senso popolare e plebisictario delle istituzioni della Repubblica fiorentina per fare in modo che i cosidetti uomini di fiducia potesso accedere al potere. Savonarola dispose che fosse creato il Consiglio dei Cinquecento o Maggior Consiglio formato proprio da 500 cittadini in modo di spalmare il potete decisionale sulla popolazione e rendere cosi più difficile il controllo del potere da un singolo. Il modello era stato copiato su quello di Venezia ovvero il Consiglio maggiore.

Questo è solo un piccolo stralcio preso dal WIKI e parzialmente accorciato  da me.
Quello che si può vedere alla visita di questa sala è incredibile. Ci sono quadri, statue, ecc. di Michelangelo, Vasari, Leonardo da Vinci, una serie delle 12 Fatiche di Ercole (statue), ecc. ecc. una raccolta artistica imponente e meravigliosa.
Io vi do il LINK  alla pagina di Wiki che vi consiglio di andare a curiosare è incredile le nozioni e la storia che troverete.
Vi metto alcune immagini tratte sempre da Wiki che sono splendide.

 La veduta della sala

 Il Salone dei Cinquecento

 Pisa attaccata dai fiorenti del Vasari

Apoteosi di Cosimo I, soffitto

Penso che mi fermo perchè ci vorrebbero due-tre post per parlare ampiamente dell'argomento e sarebbe restrittivo in quanto dovrei fare come si dice "riassunto". E' meglio che ognuno lo legga da se e può scorrere in questo modo sulla pagina le notizie nella Storia che gli possono interessare di più rispetto ad altre.
Ho messo un immagine di un quadro di Giorgio Vasari, perchè è un personaggio nella Firenze di allora molto oscuro e credo che molti non lo sanno come il suo famoso quadro "Inferno" che raffigura il poema del Sommo Dante molto particolare un imbuto al rovescio..... alla prossima ...domenica.

Vi auguro una buona domenica ed una buona lettura su Wiki magari con un tazza di cioccolata e davanti al camino schioppetante comunque in pieno relax. Leggetela come una storia del passato che però non vi annoierà per niente.

Ciaoooooo (il nome scritto cosi si adatta al tempo...)


NOTA Affluente
Firenze, in particolare i suoi palazzi e non solo racchiudono delle chicche artistiche e storia del passato incredibili. Nozioni ed informazioni che si studiano a scuola ma si approfondisce solo da chi segue l'instradamento artistico, per gli altri è solo un infarinatura. Ci sono tantissime cose che ho scoperto nelle mie ricerche che ritengo siano rimaste un pò nascoste o rese poco pubbliche perchè forse non remurenative nell'esporle con costi di servizio ecc.
Vediamo cosa ho rovato e come lo potrò condividere perchè alle volte l'argomento è cosi vasto che farne un riassunto sarebbe ristrettivo e non servirebbe allo scopo.. della condivisione. Vediamo come posso e potrò condividere.
Buona domenica ciaooo.

12/01/17

Gnocchi rosa di patate "Magenta Love"

Ci sono diversi tipi di patate ora in commercio una riscoperta, dicono da "coltivazioni antiche" come le patate viola , le ratte , ecc. ed altre varietà che trovate  QUI.
Ho provato già diverse qualità, poche, nella mia città è difficile trovarle ma, questa volta ho trovato le patate "Magenta Love" che sono molto particolari sia come forma che colore e sono rosse/rosa carico sia buccia che interno. Consigliano fritte o bollite ma io ho preferito fare gli gnocchi. Sono più saporite delle patate bianche classiche e molto diverse dalle "ratte".

 Queste sono le patate rosse - immagine dal web non ho pensato di fotografare le mie prima dell'uso
E' un piatto semplice ma cuocendo le patate come faccio sempre con tutte le qualità in modo da usare il meno possibile la farina gli gnocchi rimangono corposi e non s'incollano al palato cosa che odio :(


Ingredienti per 2 persone abbondante
1 confezione di patate circa 600 gr (non ho trovato sfuse)
1 uovo
farina rimacinata q.b.
1 confezione di pomodori datterini
origano
sale e pepe q.b.
olio evo
1 cucchiano di zucchero
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 bicchierino da caffè di vino bianco secco


Procedimento
Pelare le patate e tagliare a pezzetti e cuocere al vapore nel microonde o con altro a vostra disposizione. Esistono anche dei sachetti chiudibili che possono essere usati sia in forno che nel microonde come quelli che ho trovato ed acquistato però in Austria. Si inseriscono i cubetti di patate senza alcun aggiunta di acqua, si chiude e si passa nel microonde a 750 per circa 10-12 minuti. Se usate a vapore attenzione che quando controllate non vi scottate e ci vogliono circa 15-20 minuti a secondo se fate nel microonde o nel forno con la pentola atta al vapore. Oppure nella pentola a pressione nel qual caso saranno sufficienti 5 minuti dal fischio. Nel caso dei sacchetti, lasciate raffreddare un pò ed attenti quando l'aprite.



Schiacciate immediatamente le patate, stendetele bene e lasciatele raffreddare completamente in questo modo anche si asciugano.
Sbattete l'uovo prima di aggiungerlo alle patate e poco alla volta incorporatelo aggiungendo un pò di  farina in questo modo non vi si spanderà sulla spianatoia. Aggiungete farina fino a quando l'impasto sarà diventato liscio e non si attacca più alle mani ma non lavoratelo a lungoi altrimenti ridiventa umido. Vi serviranno circa 200 g di farina incluso quella per la spianatoia.
Formate il panetto, tagliate e fate il codoncino e poi tagliate per fare gli gnocchetti.


Nel frattempo in una capienta padella, mettete i datterini tagliati a metà con la pelle sul fondo uno vicino all'altro non sovrapposti, aggiungete un filo d'olio, il vino, sale, l'aglio secco, l'origano e un pò di zucchero. Coprite e lasciate appassire a fuoco basso fino a che saranno morbidi. Dopodichè li schiacciate con la forchetta e fate andare ancora per un paio di minuti poi spegnete.


In una capiente pentola mettete a bollire acqua con un pò di sale ed un goccio di olio in modo che gli gnocchi non si attachino. Scolateli non appena sono a galla e buttateli subito nel sugo che nel frattempo avrete acceso il fuoco molto basso giusto per riscaldare. Mescolate delicatamente e impiattate.
Sono molto buoni perchè come detto rimangono compatti e non si attaccano al palato cosa che odio negli gnocchi.

Questa è la mia porzione, quella di marito..zzo il doppio :D


Buon appetito.

NOTA Affluente
Carissimi amici, l'intervento di cataratta fatto lunedi 9 gennaio è andato bene. Per il momento mi devo tenere calma da eventuali sforzi ma posso fare e guardare tv, pc, leggere, ecc. ovviamente senza farlo per ore.
Fino al 28 dovrò attenermi ad un protocollo medico fatto per la maggioranza da gocce che ormai il mio occhio ne ha "bevute" tante che comincia ad espellere :D .
Ad ogni modo sarò presente anche se non pubblicherò spesso anche per poter avere più tempo per passare da voi e rispondere ai vostri commenti.
Grazie a tutti per il supporto ed auguri.
Un abbraccio e buon proseguimento di settimana.



09/01/17

Video da Trieste : bancarelle per l'epifania e gli ultimi giorni dell'anno

Come vi ho scritto sul post Intermezzo Domenicale ed ho preparato anche questo, quando lo leggerete io sarò a farmi la cataratta e quindi i vostri gentili commenti rimaranno per un pò senza replica.
Inoltre non pensate che non passo da voi per dimenticanza ma penso che per la settimana non mi permetteranno di essere al PC visto e considerato che per esperienza precedente si devono mettere occhiali scuri per parecchi giorni e quindi è difficile vedere il desktop per scrivere :D :D  
Vi lascio con questi due filmati su Trieste ripreso il 30 dicembre scorso e del 5-6 gennaio 2017.


Il mio concittadino Antonio Marano fa sempre dei splendidi video di avvenimenti e non solo che avvengono a Trieste.
Desidero condividere con voi due bellissimi video girati,  uno in questi giorni in occasione della Befana perchè a Trieste per la prima volta ci sono le bancarelle/fiera in questì giorni fino ieri domenica 8 gennaio.
I video sono bellissimi almeno a mio parere e fanno vedere veramente Trieste come è oggi e, le musiche scelte da Antonio sono splendide soprattutto il "Bolero" di Ravel nel secondo video, pezzo che io adoro in particolare.
Avevo fatto anche un post nel 2013 con due bellissimi video uno dei quali del film di Lelouche "Bolero" ed un interpretazione di Andrè Rieu famoso direttore d'orchestra. Il link se volete curiosare ed ascoltare lo trovate QUI.

Ecco allora i due videi del mio concittadino e sotto di essi vi metto il link diretto a YouTube perchè delle volte il filmato messo sul blog sparisce mentre il link rima e, nessuno è stato capace di darmi una spiegazione in quanto io chiedo sempre il consenso dell'autore come in questo caso e quindi non esiste un "oscuramente" come si pensa perchè presentato senza autorizzazione.


Link a YouTube



Link a YouTube

La carrellata su Trieste sia la prima del 2017 che l'altra girata in notturna proprio il 30 dicembre 2016.

Spero che vi piaccia ed essendo pubblicato oggi lunedi, può essere un augurio per un buon inizio settimana ed una buona giornata.

Un abbraccio.


(mi sentivo di fuoco ieri domenica al pensiero di oggi :( :(  )



Piccola nota personale ...grande soddisfazione per me.
Ho visto che alcune blogger di cucina hanno messo con delle foto i post che sono stati più visti nell'anno 2016. Non possiedo un contatore per ogni singolo post e Google Analytics non sono riuscita a impostarlo bene e sinceramente non ha nessuna importanza. Però per curiosità ho voluto vedere le visualizzazioni, con quanto messo a disposizione da Google, solo le ricette degli ultimi 3 mesi del 2016 ed ho scoperto che le visualizzazioni sono oltre a quanto immaginavo e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Elenco le ricette che hanno avuto più visualizzazioni ma senza link perchè dovrei tirare fuori dall'archivio le relative foto mie ed aggiungere i link... :( troppo e troppo per la testa oggi domenica per la giornata di domani. Vi do solo l'inizio dei titoli:

Gnocchi di melanzane  con 792, Brasato con 720, Polpette con 676 a pari metiro con Friggitelli, Lunette (di pasta ripiena) con 719, Scarola con 586, Arrotolato di maiale con 532, Saganaki con 485 poi non ho proseguito nella verifica per i messi più vecchi.
Tutte gli altri gruppi come informatica, intermezzi domenicali, viaggi, ecc. variano intorno a 500 a secondo dell'argomento in su con però anche visualizzazioni inferiori ai 200.
I post di Natale, Compleanno mio e blog hanno raggiunto oltre le 800 visualizzazioni per fare una media.

Sono molto contenta del mio piccolo blog non avrei mai sperato di avere tanti amici.
Ho scoperto anche che ben 10992 visualizzazioni dagli Stati Uniti e 10645 dalla Russia che battono l'Italia che ha solo - si far per dire - 4879 visualizzazioni e gli altri stati in decrescere.

Mi rendo conto che il numero è poca cosa per quei blog che di visite ne hanno anche 1000 minimo al giorno secondo quanto leggo su Face e anche di più. Che poi sia realtà o no dipende da chi li scrive :)  Io sono contenta nel mio piccolo che è fonte di gioia per me. Preferisco avere molte amiche per interagire anche in altro modo  con la quale anche ci sentiamo telefonicamente, piuttosto che avere solo commenti di prassi per poi essere contraccambiate e cosa strana :( dopo un pò spariscono.

GRAZIEEEEE


08/01/17

Intermezzo Domenicale !!! .....un lato poco conosciuto di una maschera veneziana "Medico della Peste"

Siamo ora,  passate le feste,  in attesa, per grandi e piccini del Carnevale,  ultima festa della prima parte dell'anno che conclude con ancora mangiate, bevute, divertimenti e grandi travestimenti. Il più famoso carnevale perchè turisticamente parlando è a Venezia, mentre conosciutissimi è in Brasile e, non dimentichiamo i carri a Viareggio. Il più antico carnevale però è quello di Putignano (BA)  ne avevo parlato nel 2011 e lo trovate QUI

Parliano ora di un lato oscuro del carnevale che è divertimento della maschera del 
Medico della Peste.

Si, avete letto bene e questa maschera si riferisce all'abbigliamente utilizzato un tempo per proteggersi dalle epidemie che quella della peste rappresentava la peggiore in assoluto. L'abito del medico una tonaca nera e lunga fino alle caviglie completa con i guanti ed un paio di scarpe, una canna in mano, un cappello a tesa larga e... una maschera a forma di becco bianca dove all'interno erano contenute delle essenze aromatiche e paglia che agivano da filtro quando dovevano visitare gli appestati e/o decretare la loro avvenuta morte.


L'immagine è stata tratta da Wiki

L'abito però è tradizionalmente associato al personaggio della commedia dell'arte noto proprio come medico della pesteed all'omonima maschera carnevalesca veneziana.

Immagine tratta da Wiki.

Oggi questa maschera pur mantenendo la base di quella diciamo classica, è stata un pò modificate il becco è diventato più sottile e si trovano anche in nero.

Informazioni da Wiki come le immagini ed in qui il LINK

Altre immagini

Abito teatrale immagine dal  sito Kartaruga



Maschere della peste tratte dal web


Se volete ancora qualche chicca sulle maschere del carnevale vi metto un post del 2014  QUI

Spero che questo post possa incontrare la vostra curiosità, vi auguro buona domenica.




 COMUNICAZIONE PERSONALE
Mi dovrete scusare se non risponderò immediatamente ai vostri commenti ma domani lunedi 9 gennaio vado a mettere a posto "la cateratta del secondo occhio" e quindi almeno per 2-3 giorni è meglio non sfruttarne uno solo occhio. Poi sarà anche difficile dormire non potendomi appoggiare visto che io riesco a dormire solo a "panciata" prevedo quindi un pò di insonnia quasi seduta su cuscini....che mal di collo avrò.... :D :D
Metterò dei post che ho programmato e non appena potrò accedere al computer senza fatica non mancherò a rispondere ed a passare per i vostri blog.
Vi ringrazio tantissimo e buon proseguimento per tutto.
Memento SolonicodiEdvigeDesign byIole